Valtellina e Valchiavenna: un tour di natura e gusto

Valtellina e Valchiavenna: un tour di natura e gusto

La montagna d’inverno non è sempre e solo sci. Se la neve non c’è che si fa? Si cammina, si ascolta, si respira, si mangia. In Valtellina e in Valchiavenna, passando di qui e di là, il turismo è slow; non è impegnativo ed è alquanto facile da organizzare il da farsi. Da Morbegno ai crotti di Chiavenna si gode di ciò che la natura sa dare e si mangia secondo tradizione.

Ph e testi di Eleonora Lanzetti e Marco Distaso

L’itinerario di viaggio (4 giorni, ad esempio) può partire da Morbegno, centro più grande della bassa Valtellina e patria del Bitto, il formaggio a cui viene dedicata una sagra che a metà ottobre attira in città migliaia di turisti ogni anno. Dopo una visita a Morbegno si può partire per una lunga camminata seguendo uno dei sentieri che portano a scoprire le bellezze che la natura ed il tempo che fu hanno lasciato come la “Via dei Terrazzamenti” che va da Morbegno a Tirano (e viceversa)  ricamando un percorso tra i vigneti terrazzati e i borghi del versante retico. Siamo nel periodo natalizio: non vuoi vedere un presepe? Se ce ne fossero 24 sarebbe meglio. Come ogni anno a Talamona, antico centro che si estende fin sulle Alpi Orobie, si svolge la manifestazione Presepi delle Contrade, un incredibile percorso che conduce ai diversi presepi allestiti in ogni parte del paese da privati e associazioni. Fino a domenica 8 gennaio 2016 è possibile visitarli…basta seguire le stelle comete con i numeri che si trovano ad ogni angolo del paese. I più belli secondo noi? Quello di Ca di Giuan (Casa di Giovanni) lungo il torrente Roncaiola, in cui viene riprodotto in un intero villaggio con casupole di legno in cui vengono raccontati personaggi ed antichi mestieri, e quello del Crott dul Bem, crotto in cima al paese in cui i figuranti del presepe sono scolpiti direttamente nei tronchi dei pini. Se proprio non si può fare a meno di sciare, si può sempre salire lungo la Val Gerola sino al Pescegallo da dove partono le seggiovie per raggiungere le piste.

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Morbegno-Ponte di Ganda

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Talamona -Presepe Crott Dul Bem

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Talamona-Presepe Cà di Giuan

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Talamona-Presepe Cà di Giuan

Prima Chiavenna e poi “Andem a Crott”. Abbiamo sempre sentito parlare della “Sagra dei Crotti”, la manifestazione che ha origine a Chiavenna e che è sinonimo di mangiare e bere bene, secondo tradizione, in un continuo convivio, ma non abbiamo mai avuto il piacere di provare questa esperienza a dir poco godereccia. Prima tappa Chiavenna, centro da cui prende appunto il nome tutta la valle al confine con la Svizzera, ricca di storia e splendidi scorci come quello sul Borgo Antico e quello della Chiesa di San Lorenzo. Da lì si può scegliere uno dei vicini percorsi alla scoperta di paesaggi mozzafiato come quello del Parco delle Marmitte Giganti, appena fuori dall’abitato di Chiavenna; dei Laghi di Baldiscio in Valle Spluga (sì, quella del galletto!); o delle Cascate di Acquafraggia all’imbocco della Val Bregaglia. Arrivati a questo punto “ci tocca provare le prelibatezze dei crotti”! Chiavenna sorse su una grande frana, staccatasi in epoca remotissima dal versante sud. I massi fermatisi sul pendio e sul piano diedero origine ai crotti. Tra gli spiragli di tali massi (“sorei”) soffia una corrente d’aria a temperatura costante, sia d’estate che d’inverno, intorno agli 8°C, risultando perciò tiepida d’inverno, fresca d’estate.Queste cavità, da non confondersi con le normali cantine, sono ottime per la conservazione e la maturazione del vino e di altri prodotti gastronomici tipici. Attorno ai “sorei” i chiavennaschi edificarono piccole costruzioni con saletta e camino dove, ancora oggi, ci si da convegno in allegre compagnie per degustare i prodotti locali.

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Antico Borgo -Chiavenna

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Chiesa di San Lorenzo -Chiavenna

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Cascata Acquafragia

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Crotti -Piuro Strada dei Quartini

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Crotto Quartino -Piuro Strada dei Quartini

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Cosa mettere nel piatto tra Valtellina e Valchiavenna? Qualche fetta di Bresaola, salume autoctono delle valli, formaggi Bitto e Casera; Sciatt (frittelline di grano saraceno ripiene di formaggio fuso); Taroz,  una sorta di purea di patate, e fagiolini conditi con burro e formaggio Casera valtellinese, Polenta taragna, Pizzoccheri Valtellinesi (lunghi di grano saraceno con patate, verze, burro, salvia e formaggio) e Pizzoccheri della Valchiavenna (gnocchetti bianchi conditi con burro e salvia e mantecati con il Bitto). Tra i dolci abbiamo apprezzato la semplicità dei biscotti di Prosto e la torta fioretto, una sorta di pan brioche al delicato sapore di anice.

 

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Sciatt e Bresaola -Agriturismo Ortesida

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Pizzoccheri della Valtellina- Agriturismo Il Capretto Talamona

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Pizzoccheri della Valchiavenna – Crotto Quartino Piuro

 




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