Lari, il borgo medievale con armature e maccheroni

Lari, il borgo medievale con armature e maccheroni

Siete mai stati a Lari? No? E allora vi racconto come ho trascorso qualche ora in pace con i sensi. Tutti, compreso il gusto. Lari è una piccola frazione del comune di Casciana Terme Lari, in provincia di Pisa; siamo sulle colline della Valdera, quella Toscana sconosciuta ai più che però mi è tanto piaciuta. Poche case, qualche botteguccia in cui si portano avanti tradizioni preziose da salvaguardare, un castello, e tanti maccheroni. Al ritorno dal mio viaggio questi ultimi, in un solare sacchetto di cartone giallo, troneggiano nella mia dispensa, in attesa dell’occasione speciale per essere tuffati in un buon sugo di cinghiale, per dire.

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Torniamo a Lari. Un castello che da solo occupa mezzo borgo. Il Castello dei Vicari di Lari sorge al centro del paese un antico borgo medievale, già  abitato in epoca etrusca. La rocca ha vissuto il suo massimo splendore intorno al 1400, come sede di Vicariato fiorentino. Per più di quattro secoli dal Castello di Lari si amministrava circa un terzo dell’attuale provincia di Pisa. C’era l’economato, l’ufficio tributi e il tribunale dove, se proprio eri una squattrinata ma dovevi scontare una pena o pagare pecunia, potevi, eventualmente, vendere il marito! Fino agli 60 all’interno del Castello di Lari rimase una pretura civile. Oggi un’Associazione Culturale “Il Castello” si occupa della sua rivalutazione culturale e turistica, aprendolo alle visite turistiche, ma anche organizzandovi conferenze e presentazioni. Decisamente meraviglioso il panorama che si vede dai camminamenti lassù.

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I maccheroni sono un’istituzione. Non lo sapevo, lo ammetto: Lari è famosa per la pasta. Percorsa la ripida solita della porta d’ingresso al borgo medievale di Lari, si trova una enorme scritta sul muro Martelli Famiglia di pastai dal 1926. E poi a fianco una bottega tutta gialla, con omini tutti gialli e sacchetti tutti gialli. Il colore dei maccheroni e degli spaghetti artigianali trafilati al bronzo che qui si producono e si esportano in tutto il mondo come eccellenza italiana. E’ possibile visitare il piccolo pastificio e ascoltare le precise spiegazioni degli operai che ci lavorano con passione e dedizione. Un amore che trasuda ad ogni maccherone. Io ho assistito a tutte le fasi di lavorazione di questa rinomata pasta e, devo dire, che il profumo inebriante di quel posto è stato incredibile. E chi se ne importa dell’innalzamento provvisorio della glicemia. Io sono una pro carboidrato, che ci dobbiamo fare?! Ah, se lo spaghetto ha la curva, è segno di pregio e di lavorazione tradizionale!

Qualche chicca da non perdere? 

Una visita a Giorgio Salvadori, l’armaiolo di Lari. Un simpatico fabbro-artista vi condurrà nel suo laboratorio sotto casa in cui, tra torni, arnesi e aggeggi medievali, realizza vere opere d’arte. Dalla sua bottega sono nate molte delle armature del palio di Siena. Uno degli ultimi fabbri che sa realizzare fedeli ricostruzioni di armi e armature del passato. Gioielli in lamine di metallo, per collezionisti!

Salsiccia, finocchiona e specialità larigiane? Andate a trovare Davide Balestri nella sua bottega Macelleria Balestri e accompagnate il tutto con schiacciata toscana del Panificio Bernardeschi. Preparatevi ad un’esperienza davvero godereccia e genuina.

Ha collaborato Angela Brambilla -Foto Eleonora Lanzetti




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